Festeggiamo l’amore con una coppia iconica: Anna G. e Alessandro M.
A San Valentino celebriamo l’amore in tutte le sue forme — anche quello per gli oggetti che sanno emozionare. E poche coppie nel mondo del design raccontano complicità, ironia e...
A San Valentino celebriamo l’amore in tutte le sue forme — anche quello per gli oggetti che sanno emozionare. E poche coppie nel mondo del design raccontano complicità, ironia e...
A San Valentino celebriamo l’amore in tutte le sue forme — anche quello per gli oggetti che sanno emozionare. E poche coppie nel mondo del design raccontano complicità, ironia e bellezza come Anna G. e Alessandro M., i celebri cavatappi firmati Alessi e disegnati da Alessandro Mendini.
Non sono semplici utensili: sono personaggi. Oggetti capaci di trasformare un gesto quotidiano, come aprire una bottiglia di vino, in un piccolo rituale da condividere.
L’inizio di tutto: un ricordo che diventa progetto
La storia comincia nel 1994, quando Alessandro Mendini — tra i designer italiani più influenti a livello internazionale — crea Anna G.. L’ispirazione nasce da un ricordo intimo: la nonna che apre una bottiglia con un movimento lento e quasi coreografico. In quel gesto ripetuto, Mendini intuisce che anche un oggetto tecnico può diventare narrativo.
Nasce così un cavatappi antropomorfo, con una figura femminile slanciata e un sorriso immediatamente riconoscibile. Il nome è un omaggio all’amica Anna Gili, ma il personaggio supera presto la persona reale: Anna G. diventa un’icona del design contemporaneo.
Anna G.: quando la funzione incontra la poesia

Alta circa 24,5 cm e riconoscibile a colpo d’occhio, Anna G. entra rapidamente nelle case trasformandosi da semplice utensile a oggetto dal forte carattere.
l suo successo è immediato: dalla prima versione in acciaio, essenziale e già iconica, prende avvio un percorso di continue reinterpretazioni che negli anni introducono nuovi colori, materiali e finiture, senza mai tradire la forma originale.
Anna G. entra così nell’“Enciclopedia Alessi” e diventa il punto di partenza di una vera famiglia di oggetti per la tavola. Un’evoluzione naturale che dimostra come il design, quando unisce funzione e identità, sappia attraversare il tempo fino a trasformarsi in memoria collettiva.
L’arrivo di Alessandro M.: l’altra metà della storia

Nel 2003 Anna non è più sola. Mendini presenta Alessandro M., il suo alter ego maschile.
Se Anna è elegante e discreta, Alessandro è dinamico, ironico, trasformista. Ama cambiare “abito”, passando con naturalezza dalla tavola informale a quella più sofisticata. Come Anna, anche lui interpreta l’apertura della bottiglia come una piccola performance: le braccia si sollevano, il corpo ruota, e l’oggetto sembra prendere vita.
Insieme, Anna G. e Alessandro M. incarnano una visione precisa del design italiano:
funzionale ma mai freddo, colto ma accessibile, ironico ma profondamente umano.
Nuove vesti, stessa anima
Oggi la storia di Anna G. e Alessandro M. continua grazie a un dialogo creativo tra generazioni. Con il progetto Alessi Tales, designer contemporanei — tra cui Fulvia Mendini, Arthur Arbesser e Studio Temp — reinterpretano la coppia mantenendone intatta l’identità.
Le nuove versioni parlano un linguaggio attuale fatto di pattern grafici, colori decisi e materiali innovativi come AlkiPaper®, un biocomposito sostenibile a base di carta e materie prime naturali. Non manca la sorpresa: alcune edizioni introducono dettagli fosforescenti che emergono al buio, aggiungendo una dimensione inaspettata e giocosa.


Particolarmente evocativa è la reinterpretazione di Fulvia Mendini, che immagina Anna e Alessandro in un bosco di querce, mentre danzano in una continua ricerca di desideri e segreti. Alessandro M. indossa un abito arboreo dai toni del verde, un pattern fluido che valorizza le linee morbide di questo oggetto iconico, Anna invece un romantico vestito sulle tonalità del rosa.

Anna G. e Alessandro M. ci ricordano che il buon design non è solo forma o funzione. È relazione — con chi li usa, con il tempo in cui nascono e con quello che attraversano. Forse è proprio per questo che sono perfetti per celebrare San Valentino: perché raccontano la bellezza dei gesti condivisi e trasformano un momento semplice in qualcosa da ricordare.
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